Il Cile chiede agli USA di ampliare le esenzioni mentre il vino resta soggetto al dazio aggiuntivo del 12,5%
Il 29 ottobre i rappresentanti cileni hanno rinnovato la richiesta di esentare più esportazioni dal dazio aggiuntivo statunitense, ma i colloqui non hanno prodotto un nuovo accordo.
Il governo cileno ha incontrato l’Office of the U.S. Trade Representative il 29 ottobre 2026 per chiedere esenzioni più ampie da un dazio aggiuntivo del 12,5% applicato ad alcune esportazioni cilene verso gli Stati Uniti. La sottosegretaria cilena alle Relazioni economiche internazionali, Paula Estévez, ha discusso la richiesta con il rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio, Jamieson Greer, durante una visita nel Paese.1
Secondo il governo cileno, i prodotti già esenti dal dazio aggiuntivo rappresentano il 53,6% delle spedizioni del Cile. Dopo l’incontro non è stato annunciato alcun accordo tariffario aggiuntivo, i negoziati restano aperti e il vino cileno figura tra i prodotti ancora soggetti al dazio.1
I negoziati proseguono
Il Cile ha dichiarato che gli sforzi bilaterali proseguono dal primo semestre del 2025, dopo i primi annunci tariffari dell’amministrazione Trump. Il precedente ciclo negoziale si è svolto nell’agosto 2026, quando una delegazione statunitense guidata dal vice rappresentante per il Commercio Jeffrey Goettman ha visitato il Cile.1
Il governo cileno non ha diffuso un elenco dettagliato dei prodotti discussi il 29 ottobre, né ha indicato se le parti avessero ridotto le divergenze su merci specifiche. L’incontro rientrava in una più ampia visita negli Stati Uniti, durante la quale Estévez ha avuto colloqui anche con rappresentanti dei dipartimenti di Stato e del Commercio sui rapporti economici bilaterali.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


