Aurélien Valance alla guida di Château Margaux dal 1° dicembre 2026
Aurélien Valance succederà al pensionando Philippe Bascaules come direttore generale di Château Margaux; Bascaules resterà consulente per le principali decisioni enologiche. Valance assumerà l’incarico mentre la tenuta affronta la pressione climatica, rese contenute e un mercato dei fine wine in difficoltà.

Dall’assaggio del 1996 alla direzione generale
Aurélien Valance diventerà direttore generale di Château Margaux il 1° dicembre 2026, 25 anni dopo essere entrato nel 1er cru classé bordolese come stagista nel 2001. Succederà a Philippe Bascaules, che andrà in pensione ma continuerà a consigliare la tenuta sulle decisioni enologiche importanti. Valance è diventato direttore commerciale nel 2006 e dal 2016 ricopre il ruolo di vicedirettore generale per vendite e operazioni.1
Il vino che spinse Valance a chiedere quello stage fu Château Margaux 1996. Da presidente del wine club di HEC Paris, invitò Corinne Mentzelopoulos, amministratrice delegata e comproprietaria di Château Margaux, a presentare alcuni vini agli studenti. Dopo che il 1996 fu servito alla fine della degustazione, le chiese direttamente un’opportunità di lavorare nella tenuta.1
Il vino era già presente nella vita familiare di Valance: durante le riunioni, il nonno gli dava 5 franchi perché si infilasse in una cantina sotterranea difficile da raggiungere e recuperasse le bottiglie. Iscrivendosi a HEC Paris, tuttavia, Valance non prevedeva ancora una carriera nel vino. Una verticale di Côte de Brouilly gli mostrò come invecchiamento e clima potessero modificare il vino proveniente dallo stesso vigneto e dallo stesso vitigno; al 2° anno diventò presidente del wine club.1
La promozione si inserisce in un ricambio generazionale a Château Margaux. Corinne Mentzelopoulos ha lasciato circa 3 anni prima l’incarico di amministratrice delegata della holding della tenuta, trasferendo le responsabilità ai figli. Benjamin Vimal è diventato direttore tecnico e operativo nel maggio 2026. Valance ha 46 anni, Vimal 35 e il comproprietario e amministratore delegato Alexis Leven-Mentzelopoulos 33.1
Adattare i vigneti a un clima più caldo
Il cambiamento climatico è tra le principali preoccupazioni di Valance dopo una stagione vegetativa 2026 segnata dalla siccità e da temperature da record. Il dipartimento di ricerca e sviluppo di Château Margaux, fondato dal compianto direttore generale Paul Pontallier, conserva più di 10.000 bottiglie sperimentali e studia sia la diversità genetica nei vigneti della proprietà sia vitigni aggiuntivi.1
Gli impianti sperimentali comprendono Malbec, Carménère e Castets Noir. Il Castets, utilizzabile a determinate condizioni come varietà d’interesse per l’adattamento, appare oggi a Valance il più promettente dei 3. Nel 2026 ha raggiunto la piena maturità con il 12% di alcol nonostante il caldo. Valance vi ha riconosciuto una speziatura che ricorda il Petit Verdot, insieme a densità e altri caratteri distintivi, ma ha precisato che, anche se fosse adottato, il Castets rappresenterebbe probabilmente meno dell’1% dell’assemblaggio finale.1
Il Cabernet Sauvignon resta comunque fondamentale per la tenuta. Valance richiama la maggiore capacità di adattamento delle viti rispetto alla calda annata 2003, le possibilità offerte dai diversi portinnesti e le numerose variazioni genetiche del vitigno. Durante l’inverno Château Margaux prevede di reimpiantare 1 parcella con 6 portinnesti disposti in sequenza ripetuta, per poi vinificare separatamente piccoli lotti e valutarne la resistenza alla siccità.1
La tenuta cerca inoltre selezioni massali o cloni di Cabernet Sauvignon capaci di combinare maturità fenolica, acidità e livelli contenuti di zucchero, e quindi di alcol. L’obiettivo è conservare il profilo floreale e la tessitura morbida associati a Château Margaux; per Valance, la piena maturità fenolica è indispensabile per mantenere questa consistenza.1
Reputazione, en primeur e vecchie annate
Un mercato dei fine wine debole e condizioni economiche difficili costituiscono l’altra grande sfida. Valance invita a valutare la situazione nel quadro di cicli di mercato più lunghi e considera la reputazione, dopo il terroir, il bene più importante della tenuta. A suo giudizio, sconti eccessivi o una selezione meno rigorosa delle uve potrebbero comprometterla.1
Nel 2025, il 37% della vendemmia è stato selezionato per il grand vin Château Margaux. La critica di Decanter Georgie Hindle, dopo averlo assaggiato en primeur, lo ha giudicato chiaramente tra i vini di punta dell’annata. Château Margaux conferma il proprio impegno nel sistema en primeur di Bordeaux e in genere distribuisce nel mondo il 70%–80% di ogni nuova annata. Valance ha affermato che la tenuta potrebbe adeguarsi qualora in futuro gli acquirenti perdessero interesse, ma ritiene che oggi il sistema funzioni.1
Valance prevede inoltre che le scorte invendute possano trovare compratori in seguito e riconosce la posizione relativamente privilegiata di Château Margaux. Attraverso la rete distributiva bordolese de La Place, la tenuta registra domanda per le migliori annate degli anni 1990 e 2000, una domanda ancora maggiore per i vini degli anni 1980 e 1970 e interesse per bottiglie ancora più vecchie. Valance visiterà diversi mercati, soprattutto in Asia, mentre Alexis Leven-Mentzelopoulos si recherà negli Stati Uniti.1
L’annata 2026
La squadra valuterà l’annata 2026 a gennaio. La qualità è ritenuta molto promettente, ma la resa media dovrebbe rimanere bassa, intorno a 24 ettolitri per ettaro, poco sopra i 22 hl/ha registrati nel 2025. La vendemmia 2025 ha prodotto il minor volume di grand vin Château Margaux dal 1856.1
Degustazione alla cieca e pesca nell’Atlantico
Oltre al lavoro a Château Margaux, Valance è campione francese di degustazione alla cieca. Consiglia di ignorare le distrazioni circostanti e, prima di identificare un vino, di lasciare riscaldare abbastanza i bianchi perché esprimano una gamma più ampia di aromi. Pratica inoltre la pesca al tonno lungo la costa atlantica.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


