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SettoreItalia

Indagine CREA: il 94,4% degli italiani intervistati beve vino almeno occasionalmente

Un’indagine del 2024 su 1.038 consumatori, pubblicata nel bollettino CreAgritrend del CREA, ha rilevato che il 56,5% beve vino almeno una volta alla settimana. Il gusto è risultato il principale criterio d’acquisto, davanti alla denominazione di origine e al prezzo.

Frequenza di consumo ed età

Il vino continua a far parte della vita della maggioranza dei partecipanti a un’indagine condotta nel 2024 su 1.038 consumatori: il 94,4% ha dichiarato di berlo almeno occasionalmente e il 56,5% di consumarlo almeno una volta alla settimana. I risultati sono apparsi nello speciale Vino e consumatori pubblicato su CreAgritrend, il bollettino trimestrale realizzato dal CREA attraverso il suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia. Preferenze e modalità di consumo variavano soprattutto in base all’età e al genere.1

Il consumo quotidiano cresceva sensibilmente con l’età, passando dal 3,8% tra gli intervistati di 18–24 anni al 24,6% nella fascia 55–65 anni. Nello stesso confronto anagrafico, la quota di chi beveva vino solo raramente scendeva dal 32,3% al 16,6%.1

Dove si consuma il vino

Il consumo domestico aumentava dal 33,3% tra gli intervistati più giovani al 61,6% nella fascia 55–65 anni. Il consumo nelle occasioni sociali con amici o parenti seguiva l’andamento opposto ed era più importante tra i giovani. La quota di chi consumava vino in ristoranti, bar ed enoteche rimaneva relativamente stabile tra le diverse fasce d’età, oscillando fra il 50% e il 60%.1

Preferenze per tipologia e genere

Il rosso era la categoria di vino più popolare nel complesso, ma i risultati mostravano profili differenti tra uomini e donne. Un consumo frequente di vino rosso era dichiarato dal 56,7% degli uomini e dal 47,3% delle donne. Il bianco era consumato frequentemente dal 45,5% delle donne e dal 36% degli uomini, mentre per il rosato le rispettive percentuali erano il 20,5% e il 15%.1

Spesa abituale e budget massimo

La fascia di prezzo fra 4 e 8 euro costituiva il nucleo degli acquisti abituali di vino, indicata dal 45,8% degli intervistati. Un altro 32,8% collocava gli acquisti consueti fra 8 e 15 euro, mentre l’11,8% comprava sotto i 4 euro e il 9,6% sopra i 15 euro.1

La disponibilità massima a pagare era sensibilmente superiore alla spesa ordinaria: il 41,2% spenderebbe più di 20 euro per una bottiglia, comprendendo un 27,8% disposto a pagare 20–30 euro e un 13,4% pronto a superare i 30 euro. La differenza indica che alcuni consumatori dispongono di budget più elevati per determinate occasioni rispetto agli acquisti abituali.1

I fattori che guidano l’acquisto

Il gusto si è classificato al primo posto tra i criteri d’acquisto, con una media di 4,22 su una scala di cinque punti e una valutazione di importante o molto importante da parte dell’82% degli intervistati. Seguiva la denominazione di origine, con una media di 4,00 e un’elevata importanza attribuita dal 73,7%. Il prezzo veniva dopo, con 3,91 punti e il 71,1% che lo considerava importante o molto importante.1

L’azienda produttrice manteneva un’influenza significativa, con un punteggio medio di 3,79 e una valutazione di importante o molto importante da parte del 66,3%. L’annata risultava meno decisiva, con 3,48 punti e il 51,8%, mentre il packaging occupava l’ultimo posto tra i fattori riportati, con 3,27 punti e il 42,6%. I risultati mostrano che gli intervistati valutavano il vino attraverso una combinazione di attrattiva sensoriale, origine, prezzo, identità del produttore e altre caratteristiche del prodotto.1

Fonti

  1. 1WineNews — Italians don’t abandon wine: 94% drink it (at least occasionally)

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.