L’UE approva le nuove regole del Chianti DOCG, compresi i vini rosati
Il disciplinare aggiornato riduce dal 70% al 60% la quota minima di Sangiovese nel Chianti tradizionale, autorizza la categoria secca Chianti Rosé e riconosce Terre di Vinci come 8ª sottozona della denominazione.

L’Unione europea ha approvato alcune modifiche al disciplinare del Chianti DOCG. La decisione è stata annunciata venerdì 30 ottobre mediante la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’iter era iniziato circa 6 mesi prima: le proposte erano state approvate dapprima dal Consorzio Vino Chianti e successivamente dal Ministero italiano dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, per poi essere trasmesse all’UE.1
Nel tipo di vino già previsto dalla denominazione, il Sangiovese conserva il proprio ruolo caratterizzante, ma la sua quota minima scende dal 70% al 60%. Rimane possibile produrre Chianti esclusivamente con Sangiovese. La nuova soglia amplia il margine a disposizione delle cantine nella definizione degli uvaggi consentiti dal disciplinare.1
Una categoria Chianti Rosé secca
Le nuove norme ammettono il Chianti Rosé, un rosato secco ottenuto dalle varietà già autorizzate per il Chianti tradizionale. Almeno il 60% dell’uvaggio deve essere costituito da Sangiovese. La descrizione ufficiale indica un colore rosa tenue, con una tonalità che può cambiare in funzione delle uve impiegate.1
Il Chianti Rosé non può essere commercializzato prima del 1° dicembre dell’anno di vendemmia, ma non è previsto un ulteriore periodo speciale di affinamento. È vietato venderlo nel tradizionale fiasco rivestito di paglia, così come ricorrere al Governo all’uso Toscano, il metodo che prevede l’impiego di uve parzialmente appassite.1
Terre di Vinci diventa l’8ª sottozona
La revisione geografica riconosce Terre di Vinci come 8ª sottozona del Chianti DOCG. Il nome richiama il luogo di nascita e d’infanzia di Leonardo da Vinci. L’area si trova nel settore nord-occidentale della denominazione, circa 15 miglia a ovest di Firenze, e comprende Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio e Capraia e Limite.1
Terre di Vinci si trova a un’altitudine di circa 490 piedi ed è contraddistinta da pendii ondulati e da un clima mediterraneo mite. Si aggiunge alle 7 sottozone già esistenti: Rufina, Colli Fiorentini, Montespertoli, Montalbano, Colli Senesi, Colli Aretini e Colline Pisane.1
Le conseguenze per la denominazione
Le modifiche permettono alle aziende che già producono Chianti di proporre un rosato con la stessa denominazione e assegnano ai produttori di Terre di Vinci un’identità geografica più precisa. Offrono inoltre maggiore libertà nella composizione degli uvaggi, mantenendo il Sangiovese e l’origine toscana come elementi centrali del Chianti DOCG.1
Poiché il Chianti è distribuito su vasta scala ed è seguito con attenzione da acquirenti, dettaglianti e formatori del vino, la nuova categoria può interessare anche gli importatori intenzionati ad ampliare le proprie selezioni italiane. La soglia più bassa per il Sangiovese può incidere sulle scelte in vigneto e in cantina quando costi, stile o disponibilità condizionano gli uvaggi.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


