La Georgia imporrà contrassegni digitali con QR code per il vino da febbraio 2027
Dal 1° febbraio 2027, in Georgia il vino certificato, imbottigliato e sfuso dovrà recare contrassegni digitali collegati ai certificati di prodotto. Ogni contrassegno avrà un QR code e tre elementi di sicurezza, ma devono ancora essere pubblicate indicazioni tecniche e applicative dettagliate.

Un nuovo requisito di tracciabilità
La Georgia ha approvato norme che imporranno contrassegni digitali per il vino dotati di QR code dal 1° febbraio 2027. Secondo BM.GE, l’obbligo riguarderà il vino certificato, quello imbottigliato e quello commercializzato sfuso.1
Ogni contrassegno dovrà essere collegato al relativo certificato di prodotto e integrare tre elementi di sicurezza. Si creerà così un legame diretto tra il vino e la sua documentazione ufficiale, offrendo al contempo alle autorità e alle imprese uno strumento leggibile elettronicamente per verificare i prodotti.1
BM.GE ha riferito che il ministero ha approvato la norma e stabilito le condizioni che disciplineranno il sistema di marcatura. L’applicazione anche al vino sfuso, oltre che alle bottiglie finite, estende il requisito oltre il confezionamento al dettaglio, fino alle fasi precedenti della filiera.1
L’impatto operativo sul commercio del vino
La modifica introdurrà nuovi obblighi in materia di etichettatura, tracciamento digitale e gestione documentale. Cantine, esportatori, imbottigliatori e fornitori di vino sfuso potrebbero dover adeguare i registri di certificazione, l’identificazione dei prodotti e le procedure di confezionamento prima della scadenza; le imprese che gestiscono più lotti o canali di vendita potrebbero inoltre aver bisogno di sistemi capaci di associare ogni lotto al relativo contrassegno e alla documentazione di supporto.1
Il quadro normativo mira a rafforzare la vigilanza sul vino in circolazione e ad aiutare le autorità a individuare irregolarità. Il collegamento dei contrassegni ai certificati e l’impiego di più elementi protettivi potrebbero rendere più difficili la copia o il riutilizzo non autorizzati, contribuendo a ridurre il rischio di contraffazione e a rafforzare la fiducia nel vino ufficialmente certificato, compresi i prodotti destinati all’esportazione.1
La fonte non ha precisato quali saranno i tre elementi di sicurezza né il progetto tecnico esatto. Ha tuttavia indicato che la verifica tramite QR code dovrebbe agevolare controlli potenzialmente in tempo reale nelle fasi di confezionamento, trasporto, distribuzione all’ingrosso e vendita finale.1
La preparazione prima dell’entrata in vigore
Le imprese vinicole hanno diversi mesi per prepararsi al sistema obbligatorio. I possibili interventi comprendono l’aggiornamento delle operazioni di confezionamento, la formazione del personale e il coordinamento con gli organismi di certificazione e i partner della filiera.1
La transizione potrebbe risultare più impegnativa per le piccole cantine con capacità digitali limitate. Le aziende più grandi potrebbero invece concentrarsi sull’integrazione dei contrassegni nei sistemi esistenti di controllo qualità e logistica. Produttori e operatori commerciali attendono ulteriori indicazioni su attuazione, amministrazione e controlli.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


