Dionysus
Tutti i 21.961 vini →5.425 cantine · 20 regioni · 85 vitigni
Tutti i 85 vitigni →I numeri indicano quanti vini sono prodotti con ciascun vitigno
SettoreItalia

Un’indagine TEHA rileva che i giovani italiani riservano sempre più il vino alle occasioni speciali

Solo il 14% degli italiani sotto i 35 anni beve vino durante i pasti quotidiani, mentre il 50% lo sceglie per celebrazioni e altre occasioni specifiche, secondo un’indagine di TEHA Group presentata al primo Forum Visione Vino di Voghera.

Dai pasti quotidiani ai momenti speciali

TEHA Group ha presentato l’indagine il 5 novembre al primo Forum Visione Vino di Voghera, nell’ambito del rapporto strategico “Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano”. I risultati indicano che i consumatori italiani più giovani stanno spostando il vino dai pasti abituali verso celebrazioni e altre occasioni ben definite.1

Solo il 14% degli italiani sotto i 35 anni ha dichiarato di bere vino durante i pasti quotidiani, contro il 38% dei consumatori sopra i 65 anni. Per celebrazioni e altri momenti speciali, il rapporto si inverte: il vino è scelto dal 50% degli intervistati sotto i 35 anni e dal 34% di quelli sopra i 65 anni.1

Benedetta Brioschi, partner e responsabile food and retail di TEHA Group, ha descritto i risultati come un cambiamento più ampio nel rapporto dei giovani consumatori con il vino, non soltanto come una diminuzione delle tradizionali occasioni di consumo. Secondo Brioschi, territorio, esperienze e canali digitali stanno acquisendo maggiore influenza, mentre i giovani portano meno spesso il vino sulla tavola quotidiana e lo scelgono più frequentemente per momenti speciali.1

Brioschi ha affermato che riconoscere questi segnali è importante per una filiera che genera €40,7 miliardi di valore aggiunto. A suo giudizio, il settore può tutelare e creare valore comunicando meglio qualità e identità, semplificando la scoperta dei prodotti e sviluppando esperienze capaci di coinvolgere nuove generazioni e nuovi consumatori.1

I fattori che guidano gli acquisti di vino

In tutte le fasce d’età, le caratteristiche fondamentali del prodotto restano i principali criteri di acquisto. La qualità è stata citata dal 66,2% degli intervistati, il gusto dal 64,2% e il prezzo dal 51,6%. Segue l’origine geografica con il 46,9%, davanti al contenuto alcolico con il 30,1%, al metodo di produzione con il 17,5% e alla tracciabilità con il 16,3%. Il packaging figura tra gli aspetti meno importanti.1

Alla domanda su cosa potesse giustificare un prezzo più alto per una bottiglia, la risposta più frequente è stata la provenienza da un territorio distintivo con una forte tradizione vitivinicola, indicata dal 15,4%. Seguono la produzione da parte di una piccola cantina con il 15,1%, i riconoscimenti ufficiali con il 12,6%, la sostenibilità con l’11,9% e la produzione biologica con il 9,8%.1

I consigli di amici e familiari sono la principale fonte di orientamento negli acquisti, citata dal 54,7% degli intervistati. Le guide enogastronomiche influenzano il 27%, mentre le promozioni nei punti vendita incidono sul 25,5%.1

Le fonti digitali superano alcuni canali pubblicitari tradizionali: i siti specializzati influenzano il 22,7% degli intervistati, mentre social media e recensioni online raggiungono complessivamente il 16,2%, contro il 13,3% della pubblicità televisiva e sulle riviste.1

TEHA Group ha inoltre riferito che il 53% degli intervistati aveva partecipato ad attività di turismo del vino nell’anno precedente. Visite, degustazioni e altre esperienze dirette fanno quindi parte del rapporto dei consumatori con il vino, insieme ai consigli personali, alle promozioni commerciali e alla scoperta attraverso i canali digitali.1

Fonti

  1. 1Vinetur — A survey finds that young Italians reserve wine for special occasions

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.