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SettoreSudafrica · Le Havre

Gli USA intendono porre fine all’accesso duty-free del vino sudafricano nel 2027

Il vino sudafricano potrebbe perdere il trattamento duty-free negli Stati Uniti dal 1° gennaio 2027, in seguito alla proposta di escludere il Sudafrica dalle preferenze AGOA. Al dazio ordinario della nazione più favorita si aggiungerebbe l’attuale tariffa Section 301 del 12,5%, anche se la decisione non è ancora definitiva.

Proposta di revoca delle preferenze AGOA

L’amministrazione statunitense intende escludere il Sudafrica e il Ruanda dall’African Growth and Opportunity Act, con la possibile cessazione, il 1° gennaio 2027, dell’accesso duty-free al mercato americano per il vino sudafricano idoneo. La Wine & Spirits Shippers Association ha riferito il progetto in un aggiornamento logistico pubblicato venerdì 6 novembre, dopo un annuncio dell’Office of the US Trade Representative di martedì 3 novembre. L’AGOA consente ai paesi africani designati di esportare negli Stati Uniti merci idonee senza dazi.1

Secondo l’interpretazione dell’associazione, al vino sudafricano si applicherebbe il normale dazio della nazione più favorita, in aggiunta all’attuale tariffa Section 301 del 12,5%. L’onere complessivo aumenterebbe il costo all’importazione delle bottiglie in entrata negli Stati Uniti e potrebbe influenzare, prima dell’entrata in vigore della misura, le trattative sui contratti, sulle scorte e sui prezzi del 2027.1

L’esito rimane aperto

La modifica proposta non è stata presentata come definitiva. L’associazione ha affermato che potrebbero esservi ulteriori sviluppi e che il Sudafrica aveva manifestato interesse ad affrontare le preoccupazioni dell’amministrazione statunitense, lasciando spazio a negoziati o a una revisione della politica prima del 2027. L’avviso ha tuttavia messo in allerta gli importatori, perché ordini, prenotazioni di trasporto, impegni con i fornitori e calendari promozionali vengono spesso definiti con mesi di anticipo.1

Se la preferenza venisse revocata, gli importatori potrebbero assorbire parte del dazio aggiuntivo, trasferirlo a grossisti e consumatori oppure spostare parte degli acquisti verso altri paesi produttori. Poiché negli Stati Uniti il vino sudafricano compete in parte sul prezzo, la valutazione dell’associazione indica che costi all’importazione più elevati potrebbero incidere sul posizionamento nella distribuzione, sulle carte dei ristoranti e sulle promozioni, soprattutto nelle fasce orientate alla convenienza.1

Disagi simultanei nei trasporti

La possibile modifica tariffaria arriva durante una fase di pressioni più ampie sulle catene di approvvigionamento delle bevande. Lo stesso aggiornamento del 6 novembre segnalava scioperi nei porti e nei terminal francesi iniziati il 5 novembre e un’interruzione dei sistemi doganali risalente al 3 novembre. Si prevedeva che questi problemi ritardassero container e navi, aumentassero la congestione a Le Havre e generassero ulteriori costi di deposito, riprogrammazione e partenze mancate per le spedizioni europee di vino e distillati.1

L’associazione ha inoltre riferito che gli autotrasportatori indipendenti cileni erano in sciopero dal 29 ottobre, ostacolando il movimento delle merci intorno al porto di San Antonio. Due collegamenti diretti da San Antonio alla costa orientale degli Stati Uniti sono stati cancellati per quella settimana e per la successiva. I livelli d’acqua estremamente bassi del Reno limitavano i servizi delle chiatte e determinavano ripetuti adeguamenti dei supplementi per la magra, mentre gli attacchi alle navi commerciali nei pressi dello Stretto di Hormuz esercitavano pressioni al rialzo sui prezzi del carburante e sulle assicurazioni contro i rischi di guerra per le rotte del Golfo.1

Questi vincoli ai trasporti implicano che un eventuale nuovo dazio sul vino sudafricano si sommerebbe alla volatilità dei costi di trasporto, alla capacità limitata su alcune rotte e ai crescenti obblighi di conformità doganale. Il costo e l’affidabilità delle spedizioni incidono direttamente sul prezzo finale delle bottiglie importate.1

Altre misure statunitensi su trasporto e dogane

L’amministrazione ha prorogato la sospensione delle tariffe Section 301 sulle navi costruite in Cina o gestite da operatori cinesi dalla precedente scadenza del 9 novembre 2026 al 9 gennaio 2027, mentre proseguono i negoziati con la Cina sulla cantieristica e sulle questioni marittime. Una lettera congiunta all’USTR firmata da 250 associazioni di categoria, compresa la Wine & Spirits Shippers Association, ha sostenuto la proroga e chiesto l’eliminazione permanente delle tariffe, sostenendo che le navi costruite in Cina rappresentano una quota significativa della capacità globale dei vettori e che gli oneri aumenterebbero ulteriormente i costi della catena di approvvigionamento.1

La US Customs and Border Protection dovrebbe inoltre pubblicare un avviso nel Federal Register che, dal 5 gennaio 2027, obbligherebbe gli importatori esteri ufficiali a servirsi di un intermediario aderente alla Customs Trade Partnership Against Terrorism, o CTPAT, oppure a ottenere direttamente la convalida CTPAT. Le imprese del comparto bevande che utilizzano strutture con importatori esteri ufficiali potrebbero quindi dover soddisfare un ulteriore requisito di conformità mentre valutano la propria esposizione ai dazi su prodotti fra cui il vino sudafricano.1

Nuovo codice di esportazione per l’American Single Malt Whiskey

La US International Trade Commission ha approvato un codice di esportazione distinto per l’American Single Malt Whiskey imbottigliato, con decorrenza dal 1° gennaio 2027. La classificazione dovrebbe facilitare la misurazione della crescita delle esportazioni della categoria; in precedenza questi prodotti erano inclusi nella più ampia voce “altri whiskey”.1

Fonti

  1. 1Vinetur — U.S. moves to strip South African wine of duty-free access in 2027

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.