I Grand Tastings 2026 portano a New York 269 cantine e vini da almeno 90 punti
Quasi 2.000 ospiti hanno partecipato alle 2 serate del Critics’ Choice Grand Tasting di Wine Spectator, dove 269 cantine hanno presentato vini valutati almeno 90 punti.
269 cantine in 2 serate
Il 22 e 23 ottobre 2026, quasi 2.000 persone hanno partecipato al Critics’ Choice Grand Tasting di Wine Spectator durante la New York Wine Experience. Nelle 2 sale da ballo del New York Marriott Marquis a Times Square, proprietari e produttori di 269 cantine hanno versato vini ai quali il gruppo di degustazione della testata aveva assegnato almeno 90 punti. Tra i partecipanti figurava Gaja, mentre gli ospiti si sono messi in fila anche per farsi fotografare con Angelo Gaja.1
I partecipanti potevano scoprire vini meno conosciuti, ritrovare etichette classiche e incontrare chi le produce, mentre le aziende potevano dialogare con clienti consolidati e potenziali. In una fase di calo delle vendite di vino, l’appuntamento ha consentito ai produttori di sostenere che qualità e valore fossero in crescita e di riallacciare rapporti professionali e personali.1
Véronique Drouhin-Boss, presente al banco di Domaine Drouhin Oregon, ha descritto il vino come un legame tra le persone. Ha affermato che, in un periodo di cambiamento, l’incontro ribadiva il valore di cultura, storia, eredità e tradizione, sottolineandone inoltre l’energia, l’entusiasmo e le riunioni tra amici.1
Percorsi tra regioni, vigneti e annate
La selezione offriva diversi percorsi di approfondimento. In totale, 28 cantine proponevano Pinot Noir degli Stati Uniti, da Brewer Clifton a Santa Barbara fino a Bergstrom in Oregon. Il Piemonte era rappresentato da 10 aziende di primo piano, tra cui Elvio Cogno, Aldo Conterno, G.D. Vajra e Ratti. Era possibile concentrarsi anche su To Kalon: 4 produttori californiani—Schrader, Paul Hobbs, Robert Mondavi Winery e To Kalon Vineyard Company—presentavano vini provenienti dal vigneto che Wine Spectator definisce il più noto degli Stati Uniti.1
Un altro percorso riguardava l’annata: 29 vini del 2016 permettevano di valutarne l’evoluzione dopo circa 10 anni. Gli esempi citati erano Harlan Estate Napa Valley 2016 (97 punti); Antinori Toscana Tignanello 2016 (97); Schramsberg Vineyards J. Schram Blancs North Coast 2016 (95); Fontodi Flaccianello 2016 (97); Vega Sicilia Unico 2016 (97); Château La Mission Haut-Brion 2016 (97); e Château Haut-Brion 2016 (98).1
Tra le selezioni più mature figuravano Ridge Vineyards Lytton Springs Dry Creek Valley 1999 (95 punti), Dow’s Vintage Port 1994 (97) e Sandeman 50-Year-Old Tawny Port (96).1
Nuovi ospiti e partecipanti abituali
Wine Spectator ha introdotto il biglietto scontato Young Connoisseurs per gli ospiti di 21–35 anni. John Conover, managing partner del PlumpJack Group californiano, ha sostenuto l’iniziativa dopo aver incontrato diversi gruppi di giovani degustatori che gli erano sembrati fortemente interessati al vino. Erick Orozco Santamaria, responsabile dei programmi beverage alberghieri in Costa Rica e presente per la 1ª volta, ha definito eccezionale l’esperienza e ha detto che sarebbe tornato.1
Per i partecipanti di lunga data, l’evento univa la degustazione all’atmosfera di una riunione. L’enologo dello Stato di Washington Bob Betz ha spiegato che l’affetto per la Wine Experience continuava a riportarlo all’appuntamento. Separatamente, ha valutato i vini serviti nel 2026 come superiori rispetto al passato, pur senza poter stabilire se tale impressione dipendesse dalle annate o dai vini stessi.1
Bernie Gluckstein di Toronto, all’età di 90 anni, non rientrava nella fascia di 21–35 anni prevista dal biglietto Young Connoisseurs. Partecipa alla Wine Experience da più di 4 decenni e non ha saltato alcuna edizione nei 45 anni di storia dell’evento, un periodo che ha descritto come 1/2 della propria vita.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.

