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SettoreMoldavia · Bordeaux

Il vino moldavo cerca riconoscimento attraverso i vitigni autoctoni a Bordeaux

Maison Tanase ha presentato una selezione di vini moldavi alla Cité du Vin di Bordeaux, sostenendo che i vitigni autoctoni e un’identità regionale distinta offrano al paese la strada più solida per affermarsi nel competitivo mercato europeo.

Dalla produzione sovietica su larga scala ai mercati europei

La Moldavia, situata tra Romania e Ucraina, nel 2025 contava 107.000 ettari vitati—una superficie paragonabile a quella di Bordeaux—e i vigneti occupavano il 3,1% del territorio. Il clima continentale è mitigato dalle influenze del Mar Nero, mentre la varietà dei suoli sostiene una tradizione vinicola di lunga data.1

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Moldavia divenne un importante produttore vinicolo sovietico, con grandi aziende collettive orientate più ai volumi che alla qualità. Quel periodo lasciò comunque risorse come le immense cantine sotterranee di Cricova e Mileștii Mici. L’indipendenza del 1991 portò alla redistribuzione delle terre e alla privatizzazione, sebbene la Russia restasse il principale mercato di esportazione.1

Nel 2006 Mosca vietò le importazioni di vino moldavo, ufficialmente per ragioni sanitarie. Julia Brad, cofondatrice di Maison Tanase, definì politica la decisione; un altro embargo seguì nel 2013, mentre la Moldavia si avvicinava all’Unione europea. I produttori reagirono cercando altri mercati, modernizzando le cantine, rinnovando i vigneti e coinvolgendo specialisti francesi e italiani.1

Victor Tanase ha affermato che la qualità dei vini cominciò a salire di livello negli anni 2010. L’Ufficio nazionale della vite e del vino e il marchio Wine of Moldova sostennero la transizione; circa un decennio dopo, i paesi europei avevano progressivamente sostituito la Russia tra i principali mercati e la critica internazionale riconosceva la qualità dei vini. La notorietà presso i consumatori restava tuttavia limitata.1

I vitigni autoctoni come elemento distintivo

Alla Cité du Vin, Julia Brad e Victor Tanase hanno presentato i vini importati da Maison Tanase, privilegiando le uve locali rispetto agli stili internazionali standardizzati. La loro proposta commerciale è che le varietà moldave poco conosciute possano offrire ai consumatori quel senso di scoperta necessario per distinguere il paese in un mercato affollato.1

La degustazione è iniziata con una Fetească Regală 2025 proveniente da una giovane tenuta fondata nel 2018. È stata descritta come fresca, ben strutturata e vivace, con acidità controllata e un carattere tutt’altro che timido. Il suo stile accessibile è stato ritenuto adatto a formaggi e piatti semplici.1

Un Viorica, prodotto da un incrocio sviluppato alla fine degli anni 1960, ha offerto un netto contrasto. Victor Tanase vi ha individuato note intensamente floreali, moscate e di litchi, insieme a buona acidità e a una sensazione minerale. Gli aromi esuberanti, ma privi di pesantezza, hanno convinto la maggior parte dei partecipanti.1

Tra i rossi, la Rară Neagră 2023 ha mostrato delicatezza, frutto rosso e tannini moderati, espressione di uno stile regionale orientato alla bevibilità anziché a un lungo invecchiamento. Nel vino servito, tuttavia, una componente vegetale interferiva con il carattere di ribes rosso; il tratto è stato attribuito più alla vinificazione che alla varietà.1

La Fetească Neagră era più scura, strutturata e tannica, con maggiore sostanza. Brad ha contrapposto la delicatezza della Rară Neagră all’ampiezza della Fetească Neagră, i cui tannini evidenti restavano morbidi. Con prezzi di €13–15, i due rossi rappresentavano espressioni complementari dei vigneti moldavi.1

Purcari unisce tecnica internazionale e carattere moldavo

La seconda parte della degustazione si è concentrata su Purcari, una delle tenute più note della Moldavia. I suoi vini sono stati presentati come esempi della possibilità di combinare tecniche internazionali e varietà regionali.1

È stato servito per primo il Freedom Blend 2023. La cuvée, dal forte significato simbolico, fu creata nel 2014 dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia ed è accompagnata da una particolare narrazione politica e storica.1

È seguito il Negru de Purcari, storico assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Saperavi e Rară Neagră. Dopo 12–18 mesi in barrique, è stato apprezzato per morbidezza ed equilibrio: il Cabernet Sauvignon appariva addolcito, con estrazione moderata, uso misurato del legno, consistenza succosa e continuità del frutto rosso. Il vino privilegiava l’armonia rispetto alla potenza, un profilo ritenuto adatto sia ai consumatori sia ai ristoratori.1

Questa combinazione suggerisce una possibile direzione per i rossi moldavi di fascia alta: conservare la precisione tecnica appresa dalle affermate tradizioni enologiche europee e, allo stesso tempo, affermare una firma regionale. Restano necessari maggiore riconoscimento e visibilità.1

La qualità è avanzata più rapidamente della notorietà

Nonostante i successi nei concorsi internazionali, il vino moldavo gode ancora di scarsa notorietà in Francia e non dispone dei riferimenti immediatamente riconoscibili dai consumatori di cui beneficiano Rioja o Chianti. Brad ha affermato che un vino deve unire qualità, presentazione attraente e convenienza: i tre pilastri dell’approccio di Maison Tanase.1

I vini da varietà locali a €13–15 riducono la barriera alla sperimentazione, mentre gli assemblaggi da €18–20 affrontano una concorrenza europea più intensa. Enoteche specializzate e ristoranti sono considerati intermediari importanti, perché possono spiegare i vitigni poco conosciuti e introdurre i vini attraverso gli abbinamenti gastronomici.1

Negli ultimi 20 anni la Moldavia ha trasformato in misura sostanziale il proprio settore vinicolo, ma ora deve definire la sua identità commerciale. Competere soprattutto come fonte di buon Cabernet Sauvignon a un prezzo inferiore rispetto al vino francese difficilmente sarà sufficiente. Vitigni distintivi, terroir diversificati, competenza tecnica riconosciuta e prezzi accessibili costituiscono una base più solida per trasformare le bottiglie moldave da curiosità in scelte consapevoli dei consumatori europei.1

Fonti

  1. 1Terre de Vins — Vins de Moldavie : après la révolution qualitative, le défi de la reconnaissance

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.