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CantineItalia · Alto Adige

Nals Margreid presenta sette annate di Nama al Merano WineFestival

Una verticale delle annate 2016 e 2018–2023 ha ripercorso il passaggio di Nama da uvaggio bianco a Chardonnay in purezza e illustrato il lungo affinamento adottato dalla cantina altoatesina.

Nals Margreid ha presentato sette annate di Nama al 35° Merano WineFestival, utilizzando la degustazione verticale per esaminare l’evoluzione del suo principale progetto dedicato allo Chardonnay altoatesino. La selezione comprendeva le annate 2016, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023.1

La presentazione si è svolta sotto forma di masterclass guidata da Cristina Mercuri, Master of Wine e fondatrice del Mercuri Wine Club. Nals Margreid ha dichiarato che l’incontro era rivolto a operatori professionali, appassionati ed esperti del settore presenti al festival e che mirava a comunicare il lavoro di lungo periodo svolto in vigna e in cantina. Il direttore commerciale Gottfried Pollinger ha descritto la degustazione come un’occasione per aprire questo approccio a un pubblico più ampio.1

Dall’uvaggio allo Chardonnay in purezza

La composizione di Nama è cambiata nel periodo coperto dalla degustazione. L’annata 2016 conteneva l’85% di Chardonnay, il 9% di Pinot Bianco e il 6% di Sauvignon, mentre la 2018 era composta per il 90% da Chardonnay, il 7% da Pinot Bianco e il 3% da Sauvignon. A partire dall’annata 2019, il vino è prodotto esclusivamente con Chardonnay.1

Presentando annate precedenti e successive a questa transizione, Nals Margreid ha posto il cambiamento stilistico al centro dell’incontro. La cantina ha dichiarato di avere sviluppato Nama come vino identitario, capace di esprimere i suoi vigneti dell’Alto Adige attraverso un unico Chardonnay dotato della struttura necessaria per un lungo invecchiamento.1

Vinificazione e affinamento

Secondo la cantina, ogni annata nasce da una vendemmia manuale selettiva, seguita dalla fermentazione e da 18 mesi di affinamento in piccole botti di rovere. Dopo l’assemblaggio, il vino 2016 ha trascorso 12 mesi in serbatoi di acciaio inox prima dell’imbottigliamento; per le annate successive la permanenza in acciaio è stata di nove mesi. Tutte hanno quindi affrontato un ulteriore anno di affinamento in bottiglia.1

Il lungo affinamento, la selezione delle uve e l’attenzione all’origine dei vigneti sostengono la presentazione di Nama da parte di Nals Margreid come bianco territoriale longevo. La cantina associa il vino all’ambiente montano e ai terreni attorno a Nalles, nella Valle dell’Adige, all’interno della regione vitivinicola fresca e d’alta quota dell’Alto Adige.1

Tempo, identità e continuità

L’enologo Harald Schraffl, indicato dalla cantina come il principale artefice dello sviluppo di Nama, ha spiegato che il progetto è nato dal desiderio di raccontare le montagne dell’Alto Adige e la profondità dei suoi terreni. A suo giudizio, ripercorrere sette annate ha mostrato come il tempo faccia emergere l’eleganza e l’identità del vino.1

Il confronto diretto ha inoltre permesso alla cantina di mostrare le differenze tra le annate insieme alla continuità del proprio metodo produttivo. Nals Margreid descrive Nama come uno dei suoi vini di riferimento, nel quale precisione tecnica e identità territoriale si incontrano. In occasione della degustazione non sono state annunciate modifiche ai volumi produttivi o alla distribuzione, né sono stati comunicati prezzi.1

Fonti

  1. 1Vinetur — Nals Margreid showcases seven Nama vintages at Merano WineFestival

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.