I viticoltori di Napa segnalano un’allegagione irregolare nell’annata precoce 2026
Durante un incontro del 3 giugno alla Robert Mondavi Winery, Michael Scholz di St. Supéry ha descritto una fioritura irregolare e un po’ di colatura, mentre Ric Forman ha riferito un’allegagione del Cabernet Sauvignon molto disomogenea dopo pioggia e freddo.
Una stagione precoce e disomogenea
Michael Scholz, enologo di St. Supéry, ha affermato che la stagione 2026 era eccezionalmente precoce: benché maggio fosse appena terminato, le viti apparivano più vicine al loro consueto stato di fine giugno. Ha descritto una fioritura irregolare e segnalato un po’ di colatura. Le condizioni meteorologiche avverse durante la fioritura possono provocare colatura e incidere sulle dimensioni del raccolto.1
Anche Ric Forman ha definito il 2026 un anno insolito. Secondo Forman, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot stavano procedendo bene, mentre il Cabernet Sauvignon presentava l’allegagione più disomogenea osservata dal 2011. Alcune zone erano in buone condizioni, ma altrove singole viti non portavano alcun grappolo; Forman ha attribuito il fenomeno alla pioggia e al freddo durante la fioritura.1
Le prospettive produttive dopo 3 annate abbondanti
Forman ha suggerito che la minore produzione di Cabernet Sauvignon avrebbe potuto rivelarsi positiva, perché a Napa sarebbe stata utile una vendemmia non eccessivamente abbondante. Il commento seguiva i raccolti elevati del 2023, 2024 e 2025.1
Il confronto sulla stagione vegetativa si è svolto durante il Bring Your Own Magnum Party di Wine Spectator il 3 giugno 2026. Quasi 500 ospiti hanno partecipato alla celebrazione presso la Robert Mondavi Winery appena restaurata, a Oakville. La tradizione è iniziata nel 1988 e funge da apertura non ufficiale del fine settimana di Auction Napa Valley.1
Un incontro esteso della comunità del vino
L’evento ha riunito produttori ed enologi provenienti da tutta la California e ospiti da Francia, Australia e Italia, a sostegno della Wine Spectator Scholarship Foundation. James Molesworth, senior editor di Wine Spectator, ha contribuito a ospitare l’incontro. Chuck Wagner, proprietario di Caymus Vineyards, ha osservato che il settore vinicolo attraversava una fase negativa da 3 anni e ha definito la proprietà Mondavi restaurata una risorsa importante per la Napa Valley. Jeff Mangahas, enologo di Williams Selyem, ha sottolineato il senso di comunità tra Napa e Sonoma, mentre Forman ha descritto gli altri produttori come colleghi, non soltanto concorrenti.1
Tra i partecipanti di Napa figuravano Bill Harlan di Harlan Estate, Gina Gallo, Andy Beckstoffer, Beth Novak di Spottswoode, Larry Turley di Turley Cellars e Robin Lail. Jessica Thomason e Doug Marriott rappresentavano il Napa Valley College, il cui nuovo Wine Spectator Wine Education Center era stato inaugurato nel settembre 2025. Da Sonoma erano presenti Paul Hobbs; Tom ed Eva Dehlinger, squadra enologica composta da padre e figlia; Paul ed Emily Michael di Peter Michael; e lo sceneggiatore e viticoltore Robert Kamen. Piero Antinori e Renzo Cotarella hanno partecipato in rappresentanza di Antinori Napa Valley e Stag’s Leap Wine Cellars.1
La cantina restaurata e i suoi grandi formati
Gli ospiti hanno visitato il centro di accoglienza riprogettato, con spazi interni ed esterni affacciati sui giardini e sul vigneto To Kalon. La nuova cucina e la squadra gastronomica hanno servito crudo di tonno alla siciliana, bocconi di granchio Dungeness, gnudi di ricotta e costine di manzo con polenta. Le collezioni di bottiglie di grande formato erano distribuite in 4 postazioni all’interno della proprietà.1
Tra le magnum presentate figuravano Mayacamas Chardonnay 1995, Beaulieu Vineyard Georges de Latour 1999, Louis M. Martini Cabernet Sauvignon 1976, J. Rochioli Vineyards Pinot Noir West Block 2017, Araujo Cabernet Eisele Vineyard 2005 e Shafer Hillside Select 2011 e 2016. Kim Stare Wallace, presidente di Dry Creek Vineyard, ha portato l’ultima magnum rimasta alla cantina di Dry Creek Vineyard Zinfandel 1974, una delle bottiglie più vecchie aperte e la 2ª annata di Zinfandel prodotta dalla cantina di Healdsburg. Hailey Hartford Murray, presidente di Hartford e parte di Jackson Family Wines, ha detto che i partecipanti avevano cercato nelle proprie cantine bottiglie eccezionali difficilmente reperibili altrove.1
Ottimismo nonostante le difficoltà del settore
Oltre alla stagione vegetativa 2026, la situazione dell’industria vinicola è stata uno dei principali argomenti di conversazione. Hartford Murray ha affermato che la comunità del vino conservava entusiasmo per la propria capacità di superare le sfide attuali.1
Anche Paul Michael ha detto che tutti avvertivano “un po’ di difficoltà”, pur restando ottimisti. I commenti esprimevano una prospettiva positiva nonostante i problemi discussi durante l’evento.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.