Dionysus
Tutti i 21.961 vini →5.425 cantine · 20 regioni · 85 vitigni
Tutti i 85 vitigni →I numeri indicano quanti vini sono prodotti con ciascun vitigno
SettoreArgentina · Neuquén

Neuquén studia un nuovo corridoio irriguo e un possibile 2° ciclo di investimenti nel vino

Le analisi su un’area di circa 54.000 ettari lungo il fiume Limay potrebbero modificare il contesto produttivo della piccola viticoltura di Neuquén. Il progetto non prevede l’espansione dei vigneti, ma il ciclo infrastrutturale della provincia, le competenze vinicole già acquisite e l’identità della Patagonia potrebbero rendere importanti anche pochi nuovi siti adatti.

Un’industria giovane con basi già collaudate

La moderna industria vinicola di Neuquén si è sviluppata intorno a San Patricio del Chañar, circa 50 chilometri a nord del capoluogo provinciale lungo il fiume Neuquén. La frutticoltura irrigua era già presente quando, tra la fine degli anni 1990 e l’inizio degli anni 2000, appezzamenti più grandi, irrigazione pressurizzata e altre infrastrutture estesero le coltivazioni sull’altopiano arido, con finanziamenti provinciali e capitale privato. Bodega del Fin del Mundo fu tra le iniziative vinicole pioniere, seguita da Familia Schroeder, Bodega NQN—oggi Malma—Bodega Patritti e altri produttori.1

La provincia conta oggi circa 1.500 ettari vitati, contro ben oltre 140.000 ettari a Mendoza. Più di 20 anni di vendemmie hanno tuttavia dimostrato che il Malbec funziona a Neuquén, che lo Chardonnay può riuscire in diversi stili, compreso lo spumante, e che il Pinot Noir può conferire alla Patagonia settentrionale un’identità riconoscibile. Nel 2023 la provincia ha esportato 10.770 ettolitri di vino per un valore di $4,96 milioni.1

Gli investimenti energetici cambiano l’economia circostante

Il comparto vinicolo di Neuquén convive con un’economia trasformata da Vaca Muerta, la formazione di petrolio e gas di scisto al centro dell’industria energetica argentina. Gli investimenti energetici portano strade, elettricità, sistemi idrici, comunicazioni, imprese appaltatrici e servizi su una scala che una viticoltura di 1.500 ettari non potrebbe generare. Il vantaggio per il vino è indiretto: un’infrastruttura costruita per un sito energetico non assicura necessariamente energia conveniente o accessi utili a un vigneto lontano.1

Il governo provinciale utilizza inoltre parte delle risorse associate a Vaca Muerta per diversificare la produzione oltre gli idrocarburi. Ha introdotto un regime d’investimento per agricoltura e agroindustria e programmi di credito fiscale destinati a incoraggiare i progetti produttivi. Queste misure possono migliorare le condizioni per gli investimenti ammessi, ma non rendono valido un sito inadatto, non creano accesso all’acqua e non eliminano i rischi economici dell’Argentina.1

Che cosa rappresenta lo studio su 54.000 ettari

Nel 07/2026 il governo provinciale ha aperto una gara per gli studi e la progettazione esecutiva del Corredor del Viento del Limay, un’area di circa 54.000 ettari intorno a Picún Leufú e nella media valle del Limay, a circa 130 chilometri in linea d’aria da San Patricio del Chañar. L’incarico riguarda irrigazione, drenaggio, strade, analisi agricole ed economiche, valutazioni finanziarie e ambientali e preparazione di eventuali infrastrutture future.1

I 54.000 ettari costituiscono un’area di studio, non terreni già irrigati a disposizione dei coltivatori né una tenuta viticola proposta. Le analisi agricole, idrauliche, economiche e ambientali devono stabilire quali sviluppi siano possibili, e non esistono prove che tutta l’area o anche una sua parte rilevante sia adatta alla vite. L’Instituto Nacional de Vitivinicultura registra soltanto 21,5 ettari vitati nel dipartimento di Picún Leufú; le scarse informazioni pubbliche su varietà e risultati recenti non consentono di usarli come prova del potenziale dell’area più ampia.1

Il Limay trasporta verso est le acque delle Ande attraverso un paesaggio prevalentemente arido, ma la vicinanza al fiume non garantisce acqua utilizzabile. Un vigneto richiede diritti o autorizzazioni, infrastrutture di adduzione e, in alcuni luoghi, energia per pompaggio e pressurizzazione. San Patricio del Chañar si espanse soltanto quando irrigazione, infrastrutture, finanza e investimenti privati si combinarono; resta incerto se la stessa combinazione possa essere riprodotta altrove a Neuquén.1

La contrazione complica l’opportunità

La ricerca di nuove possibilità per l’agricoltura irrigua coincide con una diminuzione dei vigneti registrati di Neuquén. I dati dell’Instituto Nacional de Vitivinicultura indicano circa 1.792 ettari nel 2023, circa 1.499 ettari nel 2024 e approssimativamente 1.508 ettari nel 2025. Un calo vicino a 300 ettari è rilevante per una regione così piccola, anche se i dati non dimostrano che una superficie equivalente di viti sia stata materialmente estirpata.1

Una parte della riduzione statistica deriva da una verifica nazionale che ha eliminato dal registro i vigneti inattivi, mentre le notizie regionali hanno collegato gran parte del calo di Neuquén alla cessazione dell’attività di 1 operatore. La provincia ha già attraversato un ciclo iniziale d’investimenti: alcuni progetti hanno avuto successo, altri hanno cambiato proprietà e altri non hanno realizzato i programmi originari. Questa storia ha prodotto conoscenze pratiche su varietà, gestione dei vigneti, irrigazione, vento, gelo e condizioni commerciali della Patagonia settentrionale.1

Costi e rischi dell’impianto

Un modello di INTA Alto Valle del 07/2025 ha stimato un investimento di $24.920 per ettaro netto nei 3 anni iniziali per il vigneto di riferimento. Le ipotesi erano Malbec con 3.333 ceppi per ettaro, irrigazione a gravità e protezione passiva dal gelo. Il modello riguardava le valli irrigue della Patagonia settentrionale, non rappresentava un preventivo per qualsiasi sito di Neuquén ed escludeva sia il terreno sia la cantina.1

Usata soltanto per illustrare l’ordine di grandezza, la stima porterebbe l’impianto di 50 ettari a circa US$1,25 milioni prima dell’acquisto del terreno o della costruzione della cantina. I costi effettivi dipendono da posizione, varietà, configurazione, irrigazione e protezioni richieste dal sito. Vento, gelo, lunghe distanze e anni necessari per ottenere rese significative aumentano le difficoltà, mentre i ripetuti cambiamenti nelle politiche valutarie, nelle imposte e nelle norme rendono particolarmente incerto in Argentina un impegno viticolo di durata pluridecennale.1

Una proposta diversa da Mendoza

Mendoza dispone di più di 1 secolo di infrastrutture accumulate, un’enorme base vitata, cantine, fornitori, lavoratori qualificati e reti commerciali consolidate: Neuquén ha quindi poche ragioni per sfidarla sui volumi. Il vantaggio strutturale di Neuquén è diverso: un’iniziativa di 20, 50 o 100 ettari può avere rilevanza locale ed essere costruita intorno a un sito specifico e a vini premium. Dove la posizione lo consente, lo stesso progetto può integrare vigneti, cantina, gastronomia, alloggio e vendita diretta.1

La Patagonia offre inoltre un valore internazionale legato all’identità del luogo, nel quale i vini di Neuquén stanno soltanto iniziando a inserirsi. Montagne, lontananza e spazi aperti sono familiari anche a chi non ha mai assaggiato una bottiglia della provincia. Per gli investitori di lungo periodo, la posizione può quindi contare oltre il prezzo del terreno e il costo dell’uva: i proprietari trascorrono tempo nei vigneti, portano clienti, amici e famiglie, trasformano le cantine in destinazioni e possono infine coinvolgere un’altra generazione.1

Fonti

  1. 1The Buyer — Why Patagonia’s Neuquén is a wine region worth watching

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.