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Il Regno Unito aumenterà le accise sull’alcol a febbraio 2027, fino a 15 penny in più per bottiglia di vino

Dal 1° febbraio 2027, il Regno Unito aumenterà le accise sull’alcol nell’ambito del sistema fiscale basato sulla gradazione. L’accisa sul vino crescerà di circa il 4,5%, mentre aumenteranno anche le aliquote applicate a birra e distillati.

L’accisa sul vino cresce con la gradazione alcolica

HM Revenue & Customs ha pubblicato le nuove aliquote dopo l’Autumn Budget di lunedì 2 novembre. Entreranno in vigore il 1° febbraio 2027 e si applicheranno a vino, birra e distillati secondo il sistema britannico che calcola l’accisa in base alla quantità di alcol puro contenuta nella bevanda. Di conseguenza, i prodotti più forti subiranno aumenti maggiori anche a parità di formato della bottiglia.1

Per i vini con una gradazione compresa tra l’8,5% e il 22%, l’accisa aumenterà di circa il 4,5%, passando da 30,62 a 32,01 sterline per litro di alcol puro. Su una bottiglia standard da 75 cl, l’accisa su un vino all’11% salirà da 2,53 a 2,64 sterline, con un incremento di 11 penny. Al 12,5% passerà da 2,87 a 3,00 sterline, 13 penny in più; al 13,5%, da 3,10 a 3,24 sterline, 14 penny in più; e al 14,5%, da 3,33 a 3,48 sterline, 15 penny in più.1

L’effetto sul prezzo al dettaglio potrebbe superare l’aumento dell’accisa

I calcoli del governo riguardano l’accisa, non i prezzi finali al dettaglio. Rivenditori, importatori e produttori potranno assorbire una parte del costo aggiuntivo oppure trasferirlo ai consumatori. Poiché l’imposta sul valore aggiunto del 20% si applica al prezzo di vendita comprensivo dell’accisa, l’incremento finale può essere superiore alla sola variazione fiscale. Se l’aumento venisse trasferito integralmente e vi si aggiungesse l’IVA, il prezzo di una bottiglia al 12,5% potrebbe salire di circa 16 penny.1

Il cambiamento interesserà anche produttori ed esportatori esteri, poiché il Regno Unito è un importante mercato per il vino importato. La misura aumenta la pressione su prezzi, margini e domanda, con rincari fiscali maggiori per i vini più alcolici. L’effetto potrebbe quindi essere più rilevante per i vini provenienti dalle regioni più calde, dove le uve tendono naturalmente a produrre gradazioni superiori.1

Aliquote più alte per i distillati

L’accisa sulle bevande con gradazione superiore al 22% aumenterà da 33,99 a 35,54 sterline per litro di alcol puro. Per una bottiglia standard da 70 cl di gin o Scotch whisky al 40%, l’accisa crescerà di 43,4 penny, passando da circa 9,52 a 9,95 sterline. Un distillato al 43% nello stesso formato sarà gravato da ulteriori 46,7 penny.1

Se l’intero aumento relativo a una bottiglia al 40% venisse trasferito ai consumatori e fosse applicata l’IVA, il prezzo finale potrebbe salire di circa 52 penny. Questo incremento si aggiungerebbe agli eventuali rincari dovuti ai costi di produzione, energia, trasporto, salari o distribuzione.1

Birra e agevolazione per i prodotti alla spina

L’accisa ordinaria sulla birra con gradazione compresa tra il 3,5% e l’8,5% aumenterà da 22,58 a 23,61 sterline per litro di alcol puro. Per una pinta da 568 ml al 4,5%, ciò corrisponde a 2,63 penny di accisa aggiuntiva, ossia circa 3 penny.1

La birra alla spina che soddisfa i requisiti continuerà a beneficiare di un’aliquota inferiore rispetto a quella confezionata, anche se tale aliquota salirà da 19,45 a 20,34 sterline per litro di alcol puro. L’accisa su una pinta idonea da 568 ml al 4,5% aumenterà quindi di circa 2,27 penny. L’agevolazione mantiene una tassazione inferiore per le birre in fusto o in botte idonee servite nei pub rispetto allo stesso prodotto venduto in bottiglia o lattina.1

Critiche del settore e sostegno all’ospitalità

Le associazioni dell’industria delle bevande hanno criticato la decisione. La Scotch Whisky Association l’ha definita il quarto aumento consecutivo dell’accisa sui distillati. L’amministratore delegato Mark Kent ha affermato che il cambiamento porterà al 74% la quota fiscale sul prezzo medio di una bottiglia di Scotch whisky.1

Anche la Wine and Spirit Trade Association, che prima del Budget aveva chiesto al governo di congelare le accise, si è opposta all’aumento. L’amministratore delegato Miles Beale ha dichiarato che il governo ha imposto un ulteriore rincaro mentre le imprese erano già alle prese con l’inflazione e con la pressione sui bilanci familiari.1

In altre parti del Budget, il governo ha annunciato un ulteriore sgravio sulle imposte immobiliari per pub, circoli sociali e locali di musica dal vivo idonei in Inghilterra, oltre a modifiche alla Small Producer Relief. Nonostante queste misure, i venditori di alcolici inizieranno il 2027 con oneri fiscali più elevati in gran parte del mercato.1

Decisioni più complesse per i commercianti di vino

Per i commercianti di vino, l’aumento accentua le conseguenze del dettagliato sistema britannico basato sulla gradazione: due bottiglie dello stesso formato possono essere soggette a imposte sensibilmente diverse esclusivamente a causa del contenuto alcolico. Ciò complica la definizione dei prezzi, le scelte di assortimento e la pianificazione promozionale per supermercati, rivenditori indipendenti, ristoranti e importatori, soprattutto in un mercato nel quale anche piccole variazioni di prezzo possono influire sulla domanda.1

Fonti

  1. 1Vinetur — Britain will raise alcohol duty on February 1, 2027, adding up to 15p to a bottle of wine

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.