L’UNH avvia uno studio sul deperimento del tronco da Fusarium nelle viti resistenti al freddo
Un progetto dell’Università del New Hampshire finanziato a livello federale mapperà le popolazioni di Fusarium, migliorerà la diagnosi e studierà la gestione di una malattia emergente del tronco associata al deperimento dei vigneti e a consistenti perdite di resa nelle regioni vitivinicole settentrionali degli Stati Uniti.
Una minaccia emergente per i vigneti settentrionali
Il 5 novembre l’Università del New Hampshire ha annunciato che un gruppo finanziato a livello federale aveva iniziato a studiare una malattia emergente della vite collegata ai funghi Fusarium. Il progetto, intitolato “Exploring Fusarium Trunk Decline, an Emerging Threat to Cold-Hardy Grapevines in the U.S.”, riceve il sostegno del National Institute of Food and Agriculture del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.1
La ricerca è diretta da Xiaochen Yuan, professore assistente, e Suzanne Slack, docente di ricerca aggiunta, entrambi appartenenti al Department of Agriculture, Nutrition, and Food Systems dell’UNH. Lo studio riguarda una malattia del tronco associata a specie del genere Fusarium, patogeni già noti in numerose colture ma il cui ruolo nel deperimento delle viti resistenti al freddo rimane poco compreso.1
I ricercatori vogliono stabilire da dove provengano le popolazioni patogene, quando e come penetrino nelle viti e come individuare le infezioni dannose prima che le perdite aumentino. Precedenti indagini nei vigneti avevano isolato specie di Fusarium da viti in deperimento; successivi studi di patogenicità hanno riscontrato che alcuni isolati potevano provocare la malattia sia negli ibridi resistenti al freddo sia nelle cultivar di Vitis vinifera. Nei vigneti colpiti sono state documentate perdite di resa consistenti.1
Mappare la malattia e abbreviare la diagnosi
Ampliando il lavoro precedente, il progetto studierà vigneti nel Midwest, nei Grandi Laghi e nel Nord-Est. Il gruppo intende mappare la distribuzione geografica e la diversità genetica delle popolazioni di Fusarium associate alla malattia del tronco della vite, confrontare la capacità delle diverse popolazioni di provocare la malattia, valutarne il potenziale di produzione di micotossine, migliorare i metodi diagnostici e analizzare i fattori che possono influenzare lo sviluppo e la gestione della patologia.1
Secondo Slack, stabilire quanto sia diffuso il problema è una questione centrale. I ricercatori dispongono già di dati provenienti dal Midwest e sono stati contattati da vigneti del New Hampshire che presentavano problemi analoghi; il Fusarium è stato inoltre rilevato all’interno di campioni raccolti localmente.1
La diagnosi può richiedere attualmente quasi due mesi perché alcune specie di Fusarium presenti nel legno della vite non causano la malattia, ha spiegato Slack. I ricercatori vogliono sviluppare un metodo più rapido che distingua il Fusarium patogeno e consenta ai viticoltori di adottare prima le decisioni di gestione.1
Yuan ha affermato che il progetto non dovrebbe eliminare la malattia, ma dovrebbe aiutare i viticoltori a gestirla con maggiore efficacia. Sebbene il lavoro sia incentrato sulle uve resistenti al freddo, le prove che la patologia possa colpire sia gli ibridi sia la Vitis vinifera rendono i risultati potenzialmente pertinenti per una gamma più ampia di vigneti.1
Rilevanza economica e collaborazione con il settore
Le uve resistenti al freddo sostengono un comparto vinicolo ed enoturistico in crescita nelle regioni settentrionali degli Stati Uniti. L’UNH valuta in 400 milioni di dollari l’industria collegata e avverte che rese inferiori o vigneti indeboliti potrebbero esercitare ulteriore pressione sulle cantine e sulle altre imprese dipendenti dalla produzione di uva negli stati più freddi.1
L’UNH ha inoltre collocato la ricerca nel contesto dell’economia vinicola del New Hampshire. Citando il 2025 Economic Impact Study di WineAmerica, l’università ha dichiarato che lo stato registra ogni anno circa 154.500 visite legate alle cantine e approssimativamente 29,5 milioni di dollari di spesa turistica. Una minore produttività dei vigneti potrebbe quindi incidere, oltre che sui viticoltori, sulle sale di degustazione, sugli operatori del turismo rurale e sulle altre attività che dipendono dai visitatori legati al vino.1
Al progetto partecipano ricercatori dell’UNH, Kristi Gdanetz MacCready dell’Agricultural Research Service dell’USDA, specialisti dell’Extension, laboratori diagnostici e viticoltori di tutta la regione. I risultati saranno comunicati ai produttori e agli altri professionisti del settore attraverso programmi dell’Extension, pubblicazioni, risorse diagnostiche e iniziative regionali, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici per il riconoscimento precoce e la gestione fondata su basi scientifiche di una minaccia emergente ma non ancora chiaramente definita.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


