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SettoreStati Uniti · California

Gli specialisti statunitensi avvertono: le barbatelle da vivaio non sono automaticamente esenti da malattie

Un gruppo di 23 specialisti del settore viticolo ha invitato i produttori statunitensi a richiedere risultati di laboratorio recenti e tracciabilità prima di acquistare le piante, avvertendo che i virus di rilevanza economica possono provocare perdite annue fino a 4.000 dollari per acro.

Un gruppo di 23 specialisti del settore viticolo ha avvertito il 1° novembre che le piante acquistate nei vivai non devono essere considerate automaticamente esenti da malattie dannose. In un articolo pubblicato da WineBusiness Monthly, i contributori legati all’industria viticola e al programma per la vite del National Clean Plant Network hanno affermato che chi crea un vigneto o reimpianta un appezzamento dovrebbe esigere risultati negativi recenti e una chiara tracciabilità fino a piante madri sottoposte a controlli rigorosi.1

Negli Stati Uniti è disponibile materiale di propagazione sano, ma i vivai possono gestire sia materiale controllato sia materiale non controllato. Gli specialisti hanno osservato che le piante infette possono restare nel terreno per anni, trasformando una supposizione non documentata sul loro stato sanitario in un errore costoso.1

Che cosa si intende per materiale sano

Gli autori hanno definito il materiale di propagazione sano come marze o portinnesti derivati da piante di fondazione sane, sottoposte a controlli approfonditi e risultate esenti da virus e altri patogeni di rilevanza economica. I test riguardano il virus dell’arricciamento della vite, i virus dell’accartocciamento fogliare, la maculatura rossa, la malattia di Pierce e i fitoplasmi.1

Il sistema presenta dei limiti. Negli Stati Uniti, le piante di fondazione sane non vengono testate per Allorhizobium vitis, il batterio associato al tumore batterico, né per i funghi che colonizzano il legno e sono legati alle malattie del tronco. L’acquisto di materiale sano, quindi, non dimostra che una pianta sia priva di ogni possibile patogeno.1

Le piante di fondazione sane vengono generalmente prodotte e conservate presso i Clean Plant Centers affiliati al National Clean Plant Network, un programma dell’Animal and Plant Health Inspection Service dell’USDA. I centri operano in California, Florida, Missouri, New York, Carolina del Nord e Washington, con il sostegno di finanziamenti del settore, fondi federali e istituzioni partecipanti.1

Un processo lungo e costoso

La produzione di una singola pianta di fondazione sana richiede in genere da cinque a 10 anni e costa circa 10.000-15.000 dollari. Il processo comincia con controlli intensivi che possono comprendere sequenziamento ad alta capacità, bioinformatica e saggi basati sulla reazione a catena della polimerasi. Le piante accettate vengono poi monitorate ogni anno per individuare eventuali nuove infezioni da patogeni trasmessi da insetti vettori e altri organismi nocivi, tra cui cocciniglie farinose, cocciniglie molli, cicadelle, membracidi, fulgoroidei, psille, sputacchine e nematodi del genere Xiphinema.1

I Clean Plant Centers conservano solo piccole quantità di ciascuna accessione di fondazione, perciò i vivai moltiplicano il materiale per l’impiego commerciale. Le piante di fondazione originarie sono designate G1; la successiva propagazione nei campi di moltiplicazione dei vivai produce materiale G2, G3 e talvolta G4, utilizzato per piante innestate o franche di piede. Questa espansione è necessaria per soddisfare la domanda, ma ogni passaggio che allontana il materiale dalla fonte G1 crea ulteriori opportunità di reinfezione.1

La supervisione di queste generazioni successive non è uniforme a livello nazionale. In genere, le piante delle generazioni successive vengono monitorate a livello di vigneto e non singolarmente, mentre i programmi statali di certificazione differiscono sensibilmente per frequenza e protocolli dei test. Il National Clean Plant Network non gestisce la certificazione a livello di vivaio.1

Le verifiche da richiedere

Gli specialisti hanno raccomandato di ordinare le piante almeno un anno prima dell’impianto e di chiedere per quali patogeni siano state analizzate le piante madri utilizzate nella propagazione. Gli acquirenti dovrebbero ottenere risultati negativi recenti da un laboratorio affidabile e accertare chi abbia eseguito le analisi, quando siano state completate e quali metodi siano stati impiegati.1

Ai viticoltori è stato inoltre consigliato di visitare in autunno i campi di piante madri dei vivai, quando i sintomi di alcune malattie sono più visibili. Ove possibile, dovrebbero verificare che sia le marze sia i portinnesti provengano da piante G2, G3 o G4 risultate negative a patogeni e organismi nocivi indesiderati per almeno due anni consecutivi.1

Se persistono dubbi, i produttori possono prelevare direttamente campioni dalle piante madri destinate al loro ordine e inviarli a un laboratorio la cui accuratezza sia stata verificata in modo indipendente. Gli autori raccomandano di considerare la tracciabilità e la documentazione delle analisi come parti integranti del prodotto acquistato.1

Conseguenze economiche e sulla qualità del vino

L’avvertimento arriva mentre i viticoltori statunitensi affrontano condizioni meteorologiche insolite, cambiamenti della domanda, nuove politiche nazionali e instabilità del commercio internazionale. In California, migliaia di acri di vigneto sono stati eliminati durante una ristrutturazione del settore. Gli specialisti hanno sostenuto che i futuri investimenti dovrebbero partire da materiale sano, evitando di introdurre malattie prevenibili nei nuovi impianti.1

Il materiale infetto può abbreviare la vita del vigneto, indebolire la crescita delle piante e ridurre le rese, aumentando i costi di sostituzione e compromettendo l’approvvigionamento nel lungo periodo. I virus di rilevanza economica possono inoltre diminuire la qualità dei frutti e modificare le caratteristiche sensoriali del vino, estendendo le conseguenze dalla gestione del vigneto ai costi di produzione, alla qualità delle uve e al prodotto finito.1

Gli autori hanno stimato che i virus di interesse economico possano causare perdite fino a 4.000 dollari per acro ogni anno attraverso minore vigore e produzione, qualità inferiore dei frutti e impianti falliti o poco produttivi. L’articolo metteva a confronto appezzamenti creati con materiale più sano e meno sano; in quello più debole era visibile l’arrossamento fogliare associato alla malattia dell’accartocciamento.1

Anche le piante sane devono essere protette

Il materiale di propagazione sano è un punto di partenza, non una tutela completa. Dopo l’impianto, i produttori devono continuare ad applicare una corretta gestione del vigneto, controlli regolari e misure contro i vettori delle malattie per proteggere le piante da infezioni successive.1

Tra i contributori figuravano scienziati universitari, divulgatori agrari, dirigenti di vivai, funzionari agricoli statali, un rappresentante di un’azienda vinicola e altri specialisti; molti erano membri o affiliati al comitato per la vite del National Clean Plant Network. La loro conclusione è che i viticoltori debbano selezionare attivamente materiale sano e verificato: porre domande dettagliate prima dell’acquisto può determinare se un nuovo appezzamento diventerà un investimento produttivo oppure svilupperà problemi persistenti originati dalle prime piante messe a dimora.1

Fonti

  1. 1Vinetur — Grapevine specialists say nursery vines may not be disease free

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.