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Vouvray mappa i suoli per affinare le scelte in vigneto

L’IFVV studia il funzionamento dei suoli dell’AOC Vouvray, compresi la precocità del terroir e la capacità di riserva idrica, per aiutare i viticoltori ad adattare il materiale vegetale e le pratiche viticole.

Mappare il funzionamento dei suoli

L’Institut français de la vigne et du vin (IFVV) sta conducendo uno studio del terroir della denominazione Vouvray. Tra gli obiettivi principali figurano la mappatura dei suoli dell’intera AOC e l’analisi del loro funzionamento, in particolare della precocità e della capacità di riserva idrica, secondo François Bouteille, direttore del Syndicat des vignerons de Vouvray.1

Il lavoro mira a fornire ai viticoltori una conoscenza più precisa del potenziale e dei vincoli di ogni parcella, a sostegno delle scelte relative al materiale vegetale e alle pratiche viticole. La questione è particolarmente importante nelle annate siccitose: la maturazione può bloccarsi nei siti più calcarei, mentre scelte tecniche come il controllo delle rese possono contribuire a ridurre lo stress idrico.1

Vouvray si estende su 2.300 ettari ed è interamente coltivata a Chenin. I vigneti poggiano su un substrato di gesso tuffeau ricoperto da formazioni argillo-silicee e, in alcuni punti, da depositi eolici limosi. Sam Schrock dell’IFVV spiega che limo e argilla trattengono generalmente bene l’acqua, mentre i suoli direttamente sulla roccia calcarea tendono ad avere minore capacità di riserva idrica, vigore più contenuto e maturazione più precoce; tuttavia, la maggiore esposizione allo stress idrico fa sì che questo andamento non sia sistematico.1

Fonti

  1. 1La Revue du vin de France — Vouvray : terre d’argiles, de craie et de silex, vins de taffetas

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.