Il Consorzio Bardolino celebra il centenario con una nuova strategia per pubblico e clima
Il Consorzio di tutela del Bardolino ha utilizzato il centenario per delineare una strategia più ampia per Bardolino e Chiaretto di Bardolino, unendo comunicazione accessibile, sviluppo dell’enoturismo e ricerche su cambiamento climatico, sottozone e qualità del rosato.
Un centenario rivolto a un pubblico più ampio
Fondato nel 1926, il Consorzio di tutela del Bardolino ha celebrato il centenario il 10 e 11 ottobre 2026 con Bardolino Pop Garden nel parco di Villa Carrara Bottagisio a Bardolino. L’evento pubblico ha unito vino, arte e intrattenimento grazie alla collaborazione con ArtVerona, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Veronafiere. Sono state presentate opere luminose dell’artista pop italiano Marco Lodola, compreso un lavoro realizzato per i 100 anni del Consorzio. Il presidente Fabio Dei Micheli ha dichiarato che alla fine di ottobre sarebbe iniziato un programma di sviluppo rivolto sia all’offerta sia alla domanda, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più vasto e fidelizzare i visitatori già presenti sul territorio.1
La strategia si ispira alla capacità della pop art di reinterpretare prodotti familiari con un linguaggio visivo immediato, indicando Andy Warhol come riferimento. Il Consorzio vuole rendere il vino più facile da avvicinare senza ridurne autenticità o complessità. Bardolino e Chiaretto di Bardolino sono rispettivamente il rosso e il rosato della denominazione ed entrambi si basano sulla Corvina Veronese, varietà simbolo del territorio. La loro identità riflette la varietà climatica tra il Lago di Garda e le pendici del Monte Baldo.1
Il Consorzio riunisce 817 soci, tra cui 600 viticoltori, che coltivano 2.400 ettari. Nel 2026 la produzione è stata di quasi 20 milioni di bottiglie, suddivise in parti uguali tra Bardolino e Chiaretto. Le esportazioni generano il 60% del fatturato e sono dirette soprattutto verso Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone, mercati che corrispondono ai Paesi d’origine di molti turisti della sponda veronese del Lago di Garda.1
Clima, sottozone e ricerca sul Chiaretto
Sotto la direzione del professor Attilio Scienza, il Consorzio sta studiando il cambiamento climatico attraverso un archivio di 36 anni di curve di maturazione delle uve. Ha inoltre elaborato modelli sui probabili andamenti climatici dei prossimi 30 anni e intende pubblicare i risultati entro la fine del 2026. Le analisi dei microclimi, delle trasformazioni storiche e dei modelli di maturazione hanno confermato la specificità delle tre sottozone già collocate al vertice della piramide qualitativa del Bardolino: Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna.1
La ricerca condotta con Maurizio Ugliano dell’Università di Verona esamina la sensibilità del Chiaretto alla luce, un tema ritenuto importante per assicurare una qualità costante a quella che il Consorzio definisce la principale denominazione italiana di vino rosato. Un ulteriore studio cercherà di stabilire quale tonalità di rosa, all’interno dello spettro cromatico definito da precedenti lavori, rappresenti più fedelmente l’espressione caratteristica del Chiaretto.1
Enoturismo e nuova generazione
Il Consorzio intende collegare più strettamente il turismo in cantina alla più ampia economia turistica del Lago di Garda, che registra circa 15 milioni di presenze annue. Sostiene che i Comuni debbano destinare risorse non soltanto ai servizi turistici, ma anche all’agricoltura e alla viticoltura, sia come attività economiche sia come difesa dal degrado ambientale e paesaggistico. Uno studio del Consorzio sta valutando le strutture di accoglienza delle cantine per elaborare progetti concreti capaci di creare esperienze orientate alla fidelizzazione, in particolare dei visitatori internazionali. L’Associazione Giovani Produttori, con 40 membri sotto i 40 anni, riceve una formazione specifica dal Consorzio ed è chiamata a rappresentare l’immagine più accessibile del Bardolino.1
Rendere il vino visibile e comprensibile
Al convegno del Centro Congressi Garda “Voltiamoci avanti—Vino: pensare Top e progettare Pop”, Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del Vino dell’Unione Italiana Vini, ha affermato che la sfida consiste nell’individuare i nuovi bisogni dei consumatori e rendere visibile il vino nei luoghi e nei momenti in cui emergono. Per il Bardolino ha indicato come prima opportunità i flussi turistici del territorio, chiedendo più presenza nei ristoranti e nei luoghi di socialità, una migliore formazione degli operatori dell’accoglienza e l’impiego di ogni occasione di consumo per presentare il vino e favorire la fidelizzazione. Il giornalista e analista del settore Giacomo Mojoli, autore del titolo e moderatore del confronto, ha sostenuto che eccellenza e accessibilità debbano rafforzarsi a vicenda attraverso cultura, creatività, collaborazione, linguaggi contemporanei e un rapporto autentico con una società in evoluzione.1
Al confronto hanno partecipato Renato Bosco di Pizzeria Renato Bosco, Margherita Tovo di Meracinque, il conduttore Rai e comunicatore del vino Andrea Amadei, Andrea Pernigo di Pernigo Group e della cantina Ripa della Volta, e Diego Rossi della Trattoria Trippa di Milano. Bosco ha presentato l’accessibilità della pizza e la sua dimensione familiare come modello per il vino, proponendo carte comprensibili e maggiore competenza nei consigli in pizzeria. Tovo ha raccontato come cinque sorelle abbiano sviluppato il riso Carnaroli dell’azienda familiare attraverso ricerca, innovazione, agricoltura di precisione, tutela del suolo e una comunicazione coinvolgente. Amadei ha invitato il settore a spiegare il vino in modo semplice e veritiero, comunicando luogo, vitigno e competenza del produttore senza far sentire inadeguati i consumatori.1
Pernigo ha spiegato che Ripa della Volta ha aperto all’inizio del 2026 una trattoria all’interno della cantina in Valpantena per esprimere un’identità più precisa e offrire ai consumatori un’esperienza diretta, invece di affidarsi a richiami generici a territorio, passione e tradizione. Rossi ha posto analogamente l’accento sulla sincerità, su un’identità facilmente leggibile e su una proposta radicata nel carattere di chi la realizza. Mojoli ha collegato questi esempi ai suoi concetti di Slow + Design, Tailored Mindset e “pop-ification” del vino: la qualità dovrebbe entrare nella vita quotidiana rispettando tempi, luoghi e relazioni; le barriere specialistiche andrebbero eliminate senza rinunciare alla competenza o alla profondità culturale; gli approcci dovrebbero adattarsi alle singole identità, congiungendo tradizione e innovazione, carattere locale e visione globale.1
Fonti
Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.


