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È morto a 83 anni Marvin R. Shanken, editore e direttore di Wine Spectator

Marvin R. Shanken, fondatore di M. Shanken Communications e storico direttore ed editore di Wine Spectator, è morto il 29 ottobre all’età di 83 anni. La sua attività ha trasformato il giornalismo enologico statunitense, i programmi vinicoli della ristorazione, gli eventi per il pubblico e la formazione nell’ospitalità.

Marvin R. Shanken, fondatore di M. Shanken Communications e storico direttore ed editore di Wine Spectator
Foto: dionysus-wine.com

Marvin R. Shanken è morto il 29 ottobre a 83 anni. In una carriera durata 5 decenni, il fondatore di M. Shanken Communications e storico direttore ed editore di Wine Spectator ha esercitato una forte influenza sui settori del vino, dei distillati, della birra, dei sigari e della ristorazione, considerando il servizio ai lettori la missione centrale delle proprie testate.1

Oltre a Wine Spectator, la sua società fondò Market Watch, Shanken News Daily e Cigar Aficionado, acquisì Food Arts e comprò Malt Advocate, poi ribattezzato Whisky Advocate. Wine Spectator diventò una rivista apprezzata da oltre 3 milioni di amanti del vino. Il dirigente del settore Gerry Ruvo collocò Shanken accanto a Ernest Gallo e Robert Mondavi tra le personalità decisive del vino americano.1

Dalla finanza all’editoria enologica

Marvin Ray Shanken nacque a New Haven, nel Connecticut, il 4 ottobre 1943. Suo padre Oscar gestiva una piccola gioielleria. Dopo aver fatto volontariato per la campagna presidenziale di John F. Kennedy nel 1960, Shanken studiò economia aziendale all’Università di Miami, laureandosi nel 1965. In seguito ottenne l’ammissione agli studi post-laurea presso l’American University frequentando corsi serali. Nel 1968 entrò in una piccola banca d’investimento di Wall Street e, 2 anni dopo, fu inviato in California per contribuire al finanziamento dell’acquisto di un vigneto, scoprendo quanto fossero scarse le informazioni pubbliche sul settore vinicolo.1

Durante una cena a La Crémaillère, nella contea di Westchester, assaggiò un Pétrus 1961, esperienza che lo spinse ad approfondire seriamente il vino. Un incidente automobilistico avvenuto 2 anni dopo, durante un altro viaggio in California, rafforzò la sua decisione di lasciare l’immobiliare per il giornalismo enologico. Nel 1972 acquistò la newsletter Impact dall’analista di Oppenheimer & Co. Jack Maxwell con $5.000 prestati dalla sorella Elaine, ricevendo un archivio di abbonati composto da 200 schede. Per i successivi 3 anni gestì la pubblicazione part-time senza abbandonare l’altro impiego.1

Nel 1975 Shanken lasciò il lavoro precedente e iniziò a dedicarsi a tempo pieno a Impact, dirigendola con 1 dipendente dal proprio appartamento di Manhattan con 1 camera da letto. La newsletter mise in discussione la riservatezza delle aziende vinicole e dei distillati a capitale privato degli anni 1970, mentre i grossisti diventarono importanti sostenitori iniziali. Impact pubblicò il suo studio annuale inaugurale del settore nel 1976 e organizzò il primo seminario di marketing nel 1977: Shanken prevedeva 50 partecipanti, ma ne arrivarono 125. In un articolo del New York Times del 1986, il presidente di Seagram Vintners Abdallah Simon giudicò eccezionalmente autorevole il lavoro statistico della testata.1

La trasformazione di Wine Spectator

Bob Morrisey fondò The Wine Spectator a San Diego nell’aprile 1976 come giornale gratuito distribuito nelle enoteche. Di fronte alle difficoltà economiche, nel 1978 Morrisey propose la vendita a Shanken, che inizialmente rifiutò e gli offrì invece alcuni consigli. Shanken acquistò poi la pubblicazione nel 1979, quando seppe che altrimenti avrebbe chiuso. Il suo primo numero da editore uscì il 16 luglio 1979, con una diffusione di 5.000 copie.1

La redazione si trasferì da San Diego a San Francisco nel 1982. Shanken assunse la direzione nel 1983, continuando intanto a guidare M. Shanken Communications da New York. Nel 1985 Wine Spectator adottò un sistema di valutazione a 100 punti. Sebbene nel 1986 il suo commercialista gli avesse consigliato di vendere la testata in perdita, Shanken continuò a investire, la trasformò in una rivista patinata nel 1987 e portò la diffusione a 76.000 copie nel 1988.1

In un editoriale del 16 settembre 1983, Shanken respinse le richieste di trattamento favorevole avanzate da aziende vinicole e importatori, riaffermando l’indipendenza della pubblicazione. Nel 1991 la diffusione aveva raggiunto 80.000 copie e lui estese i contenuti oltre il vino, includendo ristorazione, cucina, viaggi e collezionismo. Oggi la rivista supera 385.000 lettori in diffusione e ogni numero raggiunge un pubblico stimato di 1.5 milioni di persone. In un’intervista del 2022, Shanken spiegò che il vino sarebbe rimasto il tema principale, mentre gli argomenti collegati rispecchiavano la vita più ampia dei consumatori.1

Shanken tenne separato da Wine Spectator il proprio interesse personale per i sigari e lanciò Cigar Aficionado, nonostante i dirigenti della società dubitassero dell’esistenza di un pubblico sufficiente. La rivista ottenne rapidamente successo. Nel febbraio 2019, Jonathan Newhouse, presidente di Condé Nast International, gli consegnò il premio alla carriera dell’Association of Magazine Media, sottolineandone la tutela dell’indipendenza editoriale dalle pressioni pubblicitarie.1

I premi della ristorazione e la Wine Experience

Shanken istituì il programma Wine Spectator Grand Award nel 1981 per riconoscere i ristoranti dotati di programmi vinicoli seri e aiutare i lettori a trovarli. Nel 1° anno furono assegnati 13 Grand Award e l’anno seguente la rivista segnalò le migliori 100 carte dei vini americane. Nel 1985 si aggiunsero l’Award of Excellence e il Best of Award of Excellence, creando 3 livelli. Oggi più di 4.000 ristoranti nel mondo possiedono un riconoscimento Wine Spectator, compresi 99 vincitori del Grand Award. Shanken contrapponeva i locali degli anni 1970, nei quali forse 1 tavolo su 30 aveva del vino, alla situazione di 40 anni dopo, quando tutte e 30 le tavolate potevano avere una bottiglia.1

Nel 1981 Shanken e Kevin Zraly, responsabile dei vini di Windows on the World, organizzarono nel World Trade Center di New York un banchetto per i primi vincitori del Grand Award. Nello stesso anno, gli enti turistici californiani presentarono a San Francisco la California Wine Experience. Nel 1982, gli organizzatori, tra cui Robert Mondavi, chiesero a Shanken di assumere la guida; insieme a Zraly, riunì le 2 occasioni in un fine settimana di degustazioni, seminari e una cena di premiazione. La sua esperienza precedente comprendeva l’organizzazione dell’International Wine and Cheese Festival nel 1973, 1 anno dopo l’acquisto di Impact. Nei primi anni 1980, il pubblicitario Bill Backer paragonò le sue capacità promozionali a quelle di P.T. Barnum.1

La Wine Experience richiama oggi più di 4.000 partecipanti ogni anno. Il programma comprende 2 serate di Grand Tasting con oltre 250 vini valutati almeno 90 punti dai redattori di Wine Spectator, serviti dai proprietari delle aziende o dagli enologi, oltre a seminari di degustazione approfonditi. L’evento è entrato nel suo 5° decennio. Shanken istituì la Wine Spectator Scholarship Foundation nel 1983 e i proventi netti della manifestazione la sostengono; i vini donati hanno contribuito a raccogliere più di $40 milioni per la formazione nel vino e nell’ospitalità. In un’intervista del 2016 dedicata a 40 anni di attività, indicò la beneficenza come un impegno distintivo dell’azienda.1

Tra i beneficiari della fondazione figurano Napa Valley College, il programma di viticoltura ed enologia dell’University of California-Davis, il Wine Business Institute della Sonoma State University, la School of Hotel Administration della Cornell University, la Chaplin School of Hospitality & Tourism Management della Florida International University, World Central Kitchen, The Roots Foundation e il Culinary Institute of America.1

Altri eventi e iniziative benefiche

Nel 2009 Shanken e la moglie Hazel affiancarono il golfista professionista Ernie Els e sua moglie Liezl nella creazione della Els for Autism Foundation. Nata dall’esperienza della famiglia Els con il figlio autistico Ben, la collaborazione raccolse fondi per l’Els Center of Excellence, una struttura educativa e ricreativa per bambini autistici nella Florida meridionale, inaugurata nel 2015.1

La Wine Experience fornì inoltre il modello per altri 2 eventi legati a Shanken. Nel 1993 organizzò il 1° Big Smoke per i lettori di Cigar Aficionado. Dopo l’acquisizione di Malt Advocate nel 2010, ampliò l’evento WhiskyFest della pubblicazione.1

Famiglia, cultura e direzione editoriale

Shanken sposò la dirigente finanziaria Hazel Rudy nel 1981; lei fa parte del consiglio consultivo di M. Shanken Communications. La loro 1 figlia, Jessica Shanken Reid, è vicepresidente esecutiva per lo sviluppo aziendale. Le sue 2 figlie nate da un precedente matrimonio erano Allison Cohen e Samantha Shanken Baker, mentre Jake Cohen, figlio di Allison, lavora nella pubblicità della società. Gli sono sopravvissuti Hazel; le sorelle Elaine e Susan; le figlie Samantha, Allison e Jessica; e 4 nipoti, Jake, Lauren, Asher e Jordan.1

Al di fuori del lavoro, Shanken amava la ristorazione, i viaggi, il cinema e la musica di James Brown. Tra i suoi film preferiti figuravano Once Upon a Time in America e Animal House. La passione per il teatro musicale comprendeva Jersey Boys e Gilbert & Sullivan ed era iniziata con una parte in H.M.S. Pinafore, interpretata a 8 anni in un campo estivo sui monti Berkshire. Nel 2000 cominciò a finanziare visite scolastiche che permettevano ai bambini di New York di assistere agli spettacoli dei New York Gilbert & Sullivan Players.1

Durante 5 decenni alla guida della società, Shanken favorì lunghe permanenze dei dipendenti e percorsi di crescita a partire dai ruoli più giovani. In un’intervista del 2020 sottolineò accuratezza, obiettività e fiducia dei lettori, definendosi soprattutto un direttore coinvolto nella scelta delle copertine, nello sviluppo degli articoli e nella fotografia. Tra le personalità da lui intervistate figuravano Ernest Gallo, Fidel Castro, Michael Jordan e Arnold Schwarzenegger.1

Fonti

  1. 1Wine Spectator — Marvin R. Shanken, Visionary Publisher Who Transformed the Worlds of Wine and Cigars, Dies at 83

Scritto dalla redazione di Dionysus a partire dalle fonti qui sopra.